Semplicemente

Provata competenza o specializzazione universitaria?

Monday 5 January 2009 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Monday 5 January 2009.

I miei amici mono o pluri-laureati non me ne vogliano ma l’attuale legge finanziaria ha riesumato la vecchia diatriba tra chi ha costruito la propria professionalità e credibilità sul campo, nel mercato, e chi ha una specializzazione universitaria, che, di per sé, non è una garanzia dal punto di vista della professionalità e della competenza.

A cosa mi riferisco? Cominciamo dall’inizio. C’era una volta un comma (precisamente il comma 6 dell’art. 7 D. Lgs. 165/2001) che recitava quanto segue:

Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di provata competenza, in presenza dei seguenti presupposti:
a. l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente e ad obiettivi e progetti specifici e determinati;
b. l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilita’ oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;
c. la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;
d. devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione

Avvalersi di esperti di provata competenza in assenza di risorse umane interne all’amministrazione. Questo è il succo. C’era bisogno di complicare le cose? Evidentemente si, perché per motivi che sfuggono alla mia limitata mente priva di specializzazione universitaria, qualcuno ha ritenuto necessario inserire un comma alla finanziaria 2007 per l’anno 2008 (precisamente il comma 76 all’Art. 3), che recita:

76. Al comma 6 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le parole: «di provata competenza» sono sostituite dalle seguenti: «di particolare e comprovata specializzazione universitaria».

L’ironica esclusione della provata competenza in favore della specializzazione universitaria è demenziale per vari motivi, vediamo i principali:

  • La perdita del know-how di collaboratori non laureati ai quali non sarebbe più possibile rinnovare il contratto.
  • L’impossibilità oggettiva di individuare percorsi universitari per determinate categorie professionali (per esempio tutte le professioni del Web).
  • L’incremento dei costi per la Pubblica Amministrazione: l’alta specializzazione universitaria rende, a parità di competenze e mansioni, il laureato generalmente più costoso rispetto a un esperto non laureato.

Il dipartimento della Funzione Pubblica ha aggiunto carne al fuoco con una circolare (n. 2 del 11/03/2008), nella quale si afferma in sintesi che:

la sostituzione della dizione “esperti di provata competenza” con quella di “esperti di particolare e comprovata specializzazione universitaria”, andrebbe intesa nel senso di ritenere possibile il conferimento di incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa (CO.CO.CO.) esclusivamente a soggetti in possesso di laurea magistrale, la quale consta di 300 crediti formativi universitari, o titolo equivalente, quale la laurea specialistica (fonte: assistentisocialiodc.it).

Insomma non c’è scampo pare.  Recentemente però è arrivato il decreto-legge n. 112, del 25.6.2008, che, nell’art. 46 recita:

Riduzione delle collaborazioni e consulenze nella pubblica amministrazione

1. Il comma 6 dell’articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dal decreto legge 4 luglio 2006, n. 233, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e da ultimo dall’articolo 3, comma 76, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e’ così sostituito: «6. Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:

[...]

c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;

d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d’opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell’arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore.

Quindi in buona sostanza con questo decreto si afferma che:

  • Se sei un professionista non laureato (o un laureato di primo livello) iscritto a un albo o a un ordine professionale puoi effettuare collaborazioni con la PA.
  • Se sei un artista o un artigiano non è richiesta la laurea.

Restano sempre esclusi dalla possibilità di collaborare con la PA:

  • Individui in possesso di una laurea di primo livello ma non iscritti a un albo o a un ordine.
  • Professionisti non laureati e non iscritti a un albo o un ordine.

Insomma non mi pare un grande passo avanti. Due sono le cose che mi irritano:

  • In un paese in cui sarebbe ora di finirla con gli albi e gli ordini, con questo disgustoso e antiquato corporativismo, si da nuova importanza a queste entità. Oltre al fatto che il legislatore dovrebbe sapere che non tutte le professioni hanno un albo (per esempio le professioni del Web)1.
  • Si declassa sempre di più la laurea di primo livello, della quale ormai non si comprende più lo scopo.

Per noi professionisti del Web resta aperta la strada dell’arte. Per questo recentemente ho ripreso i miei studi di musica, non sia mai che presentandomi con la chitarra possa ancora lavorare con profitto, come ho fatto negli ultimi 4 anni, come esperto di accessibilità (ma accessibilità Jazz stavolta), per la Pubblica Amministrazione italiana.

Spero che qualcuno si renda conto che questa non è la strada giusta. Sia per la promozione della meritocrazia, sia per il risparmio nella PA. Ma ho forti dubbi che il mio appello sarà accolto. Voi che ne pensate?

Note

  1. Secondo il 5° rapporto di monitoraggio sulle professioni non regolamentate del CNEL stiamo parlando di 155 professioni! [indietro]

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Nima

Thursday 25 December 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Thursday 25 December 2008.

Un paio di settimane fa ho assitito per caso ad un concerto di una giovane cantante di nome Nima. In un piccolo e claustrofobico locale, lei, insieme a un chitarrista notevole e a un batterista provvisto di Cajón (l’unica opzione possibile dato lo spazio), hanno regalato al pubblico una bella serata davvero. Era molto tempo che non mi capitava.

Descrivere la musica e collocarla in un genere è una pratica futile, almeno per me. Preferisco sottolineare la professionalità e la maturità compositiva che mi ha trasmesso questo gruppo di musicisti giovanissimi. Complimenti: mi han fatto venir voglia di gettare la chitarra alle ortiche ;). Se capitaste a Genova potreste imbattervi in un concerto di Nima, allora vi consiglio vivamente di fermarvi ad ascoltarla.

Per i più curiosi c’è il sito ufficiale, nimaweb.com purtroppo ancora in costruzione, insieme a una pagina su MySpace con qualche informazione in più.

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Una nuova risorsa sul Web semantico

Wednesday 24 December 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Wednesday 24 December 2008.

Vi segnalo il sito semanticism.org che, nella parole del suo autore, è:

un aggregatore, una rassegna stampa automatica che pubblica costantemente materiale selezionato dalla rete.

Mi sembra un’iniziativa molto interessante, aiutiamo questo progetto a crescere.

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Attenti a facebook: dietro ogni contatto sconosciuto può nascondersi un ricercatore

Friday 19 December 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Thursday 25 December 2008.

Su facebook ne capitano davvero di tutti i colori. Ieri sono stato contattato da una persona che non conoscevo, all’inizio ho pensato che, chissà, fosse qualcuno incontrato a qualche convegno di cui non ricordavo nulla, fatto sta che ho accettato l’invito, riservandomi però di controllare il giorno dopo chi fosse.

Non l’avessi mai fatto: oggi accedo al Wall di questa persona e vedo che di contatti ne ha ben oltre cento (contro gli zero del giorno prima), raggranellati a caso in una nottata di spamming. Molti di loro scrivono spaesati frasi come “Ma ci conosciamo?” e via così, fino a quando si scopre che (insieme al suo “team” di cervelloni) starebbe effettuando una ricerca, e che la richiesta di contatti servirebbe proprio a coadiuvare detta ricerca.

Al che scrivo sul suo Wall che a mio avviso avrebbe almeno dovuto dichiarare le sue intenzioni immediatamente, per una questione di educazione e rispetto. Subito dopo elimino il contatto e archivio la cosa come un puerile tentativo di ingegneria sociale.

Fatto sta che poco dopo la persona in questione mi scrive una serie di flame in privato, dimostrando un infantilismo al limite della tenerezza. Un Troll alle prime armi insomma1.

Ora, sorvolando sulla veridicità di questa millantata ricerca. Chiunque abbia studiato un po’ di psicologia sociale sa che l’oggetto e i soggetti di azioni del genere potrebbero essere molto diversi da quelli dichiarati. Ma voglio credere che sia tutto vero. Sarebbe questo il metodo? Spamming, e flame a chi manifesta una critica? Un ricercatore sociale che non sa accettare un no come risposta? Se questo è il futuro della ricerca, allora fanno bene in Italia a tagliare i fondi.

Periodicamente, appena sul Web appare qualche nuovo fenomeno di massa, compaiono questi personaggi che si credono il nuovo Geert Lovink. Ricordo molti anni fa una lista di discussione alla quale partecipavo e nella quale capitò un episodio similare. A quei tempi però i moderatori moderavano sul serio (e i treni arrivavano in orario :D). Chissà se, nascosto da qualche parte, anche facebook ha il suo moderatore. Aggiornamento: Facebook consente la segnalazione di profili fasulli.

Insomma il mondo è bello perché è vario, per cui benvenga ogni tipo di ricerca, purché non sia molesta, perché venire a ringhiare in casa del lupo è semplicemente stupido.

Note

  1. Confesso che mi son divertito tantissimo a provocarla. [indietro]

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Marco Bertoni On Air

Friday 12 December 2008 Marco Bertoni, ultimo aggiornamento: Friday 19 December 2008.

Qualche settimana fa, a ridosso del mio seminario allo SMAU, io e Riccardo Petracchini ci siamo detti che sarebbe stato bello organizzare qualcosa dalla sue parti a Ferrara. È proprio vero che quando le cose si vogliono fare, si fanno.

E così, mercoledì 18 febbraio 2009 dalle 17 alle 20 condurrò il seminario “I 22 requisiti alla mia maniera” e giovedì 19 febbraio 2009, sempre dalle 17 alle 20, il seminario “Scrivere per il Web con l’accessibilità in mente”.

Ci tengo a sottolineare che la partecipazione a entrambi i seminari è gratuita. E, per frenare subito le malelingue, io non percepirò alcun compenso (tranne un certo numero di calici di vino accompagnati da salumi vari).

Un uccellino mi ha anche detto che al termine dei seminari potrebbe scapparci una serata in enoteca tutti insieme ;).

È così che si fa cultura dell’accessibilità, investendo le proprie energie e il proprio tempo e non lamentandosi a vuoto o facendo i mercenari, come fanno in tanti.

I seminari sono inseriti all’interno del corso WebDev 2009 che organizza l’associazione culturale Malamente di Ferrara. Di nuovo e a scanso di equivoci: il corso nel suo complesso è a pagamento mentre i miei seminari sono gratuiti e aperti a tutti.

Se siete interessati vi consiglio di iscrivervi al più presto dato che lo spazio è piccolo e i posti disponibili sono ovviamente limitati dalla capienza dell’aula.

Che fare?

  • Innanzitutto leggi il programma dei seminari.
  • Se ti piace l’idea, allora iscriviti subito!
  • Se preferisci la posta elettronica puoi scrivere all’indirizzo contatto [at] malamente.org per avere informazioni generali sul corso e all’indirizzo iscrizione [at] malamente.org per iscriverti.

Un’ultima avvertenza: la partecipazione ai miei seminari può indurre dipendenza e avere effetti collaterali ricostituenti per ogni professionista del Web.

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